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giovedì 26 aprile 2012

Party con parto!

Non l'ho ancora raccontato, e già me lo sto dimenticando, parlo del parto di Iko. Ho temporeggiato un po', non trovo le parole adatte, il tono autentico...non so, è tutto un po' straniante, ma forse non cambieranno le cose col passar dei giorni e dei mesi, dunque la butto giù così, alla carlona direbbe qualche parente per rendere l'idea..

Ovviamente il tutto è iniziato da manuale durante la festa di compleanno di Leopard, con una dubbia rottura delle acque - dubbia perché essendo una rottura superiore del sacco è andato tutto molto a rilento e all'inizio la quantità di liquido persa era davvero irrisoria, nulla di simile ai film in cui sembra che si riversi a terra una secchiate d'acqua o al primo parto, dove, già dilatata di 8cm mi si è rotto il sacco mentre ero nell'acqua  con forza tale da farmi sobbalzare indietro!

Dopo qualche tentennamento e giro di telefonate alle amiche (ma a te com'è successo? Dici che mi si son rotte le acque? Insomma solite chiacchiere della domenica...), decido di andare al pronto soccorso, di malavoglia perché sapevo che la rottura delle acque porta al ricovero... anche perché nel frattempo mi accorgo che Leo ha un gran febbrone (solite coincidenze fortuite!). Ed infatti al PS, dopo analisi, ravanamenti, ennesimo tracciato, un parto quasi in diretta di una poveretta che urlava come una pazza, mi ricoverano, ormai all'1.30 di notte: immaginatevi che dormitona, oltretutto mi innervosisco chiedendomi con che cavolo di forze posso partorire domani (se si rompon le acque dopo massimo 24 ore inducono il parto!)???

VAbbuò, per farla breve, il mattino dopo,  mi fanno una nuova serie di tracciati, ma io nemmeno mezza contrazioncina (eh sì che ne ho avute un sacco fino a 2 settimane prima!), verso mezzogiorno dal tracciato si accorgono che c'è qualcosa che non va nel battito del bimbo così mi mandano in gran velocità in sala parto, il tutto ovviamente da sola, ma dopo un po' per fortuna arriva anche Mr Coppola. Lì dopo un ennesimo tracciato dicon che il battito è a posto e che possiamo aspettar ancora un po' - le 18- prima dell'induzione (poi scoprirò che la macchina non funzionava bene - ma come si fa???!!!- visto che anche nel bel mezzo del travaglio non segnalava contrazioni...). Circa alle 15 per fortuna mi partono da sole le contrazioni, subito molto dolorose, intense e ravvicinate, una cosa tipo: 9 minuti le prime 2, 5 minuti le successive 4, e poi le altre subito a 2 minuti-1minuto di distanza le une dalle altre. Come detto la macchina non segnalava praticamente nulla, dunque le varie ostetriche non credevano che stessi per partorire (ma si può??) e continuavano a ripetermi che mi avrebbero visitato verso le 17 per l'eventuale induzione.. MA che induzione? Non vedete che son piegata in 2 dalle contrazioni??? Vi giuro che sto partorendo, ci son già passata una volta! Comuqnue io ero molto fiera di come riuscivo a "controllare" il dolore grazie al respiro, mentre il futuro bispapà era sempre più agitato da questo travaglio davvero impetuoso...Il tutto finché non potendone proprio più mi son messa a gridare, allora, di grazia, mi hanno dato retta e mi hanno portata di corsa in sala parto, dove si son accorti che ero già dilatata e pronta per la fase espulsiva; pronta fisicamente perché psicologicamente non lo ero proprio dopo l'esperienza del primo: infatti mi son messa a urlare che dovevan aiutarmi che col primo mi ero lacerata tantissimo e chissà cos'altro, non ricordo onestamente...Da qui in poi devo dire che son stati bravi, l'ostetrica è riuscita a calmarmi, e a dirmi esattamente quando dovevo spingere e quando no (cosa non successa nel primo parto), come respirare e cosa fare... ovvero ginnastica praticamente! Attaccata alle gambe del lettino mi facevan passare continuamente dalla posizione accovacciata e quella in piedi e via di piegamenti, e mi raccomando tieni i talloni a terra!!! Non scherzo, una faticaccia sul piano muscolare (menomale che avevo fatto yoga esercitando proprio quella posizione nei mesi prima) e tante urla, ma Iko è sgusciato fuori in poco tempo, almeno nel mio ricordo... comunque due ore e mezza dalla prima contrazione e tutto era finito, o quasi. Lì è arrivato il ginecologo che mi ha detto: oh ma sei tutta sudata! Non mi dire, caro, prova  te e poi mi racconti!!! Mr Coppola che questa volta per l'intensità della cosa si era parecchio agitato si è commosso parecchio.. Io son rimasta colpita perché mi aspettavo un bimbo molto simile a Leopard e invece mi vedo un elfetto pelato e chiaro chiaro, che già faceva linguacce e guardava il mondo con occhi sbarrati... Lo staff mi faceva i complimenti dicendomi che ero stata molto brava (roba che dicon secondo me quando loro non devon far nulla di nulla) e tra le risate generali una inserviente insisteva perché chiamassimo il nanetto CIRO!! Ovviamente poi c'è stato il secondamento (Anche qui devo dire con una cura incredibile rispetto a quanto mi era successo in Svizzera) e i tanti punti (inevitabili visto che la cicatrice si riapre esattamente allo stesso modo, ma che non mi hanno assolutamente causato i problemi della prima volta).

Purtroppo ho potuto coccolarmelo ben poco il mio bimbo ancora senza nome perché con la scusa di farmi mangiare qualcosa me lo hanno portato via e poi messo in culla termica con l'ossigeno e io ho potuto riabbracciarlo solo dopo 2 giorni...

Non so, nel mio caso devo sfatare un mito (ma non solo nel mio, poi ho scoperto che altre donne hanno confermato la mia esperienza): il secondo parto non è assolutamente meno doloroso del primo, anzi se è possibile lo è ben di più, non so se perché il corpo sa, forse c'è anche una componente psicologica!! Però è più veloce, e forse meno traumatico a posteriori, nel ricordo, un po' perché una ci è già passata, un po' proprio per i tempi più rapidi. Nel mio caso poi la ripresa è stata molto più veloce, nulla di paragonabile, ma nel primo parto avevo avuto molte complicazioni e poi forse quando ne hai già un altro sei anche molto più spronata a star subito in piedi e operativa! Ovviamente anche le contrazioni uterine son molto più forti (e non sa col terzo - mi ha detto una ginecologa!- E non voglio proprio saperlo, è stata la mia risposta!) , ma in 2-3 giorni scompaiono del tutto.

Ah, sono anche stata intervistata sull'utilità dello Yoga per il parto, non che sia un'autorità in materia, intendiamoci...


mercoledì 7 marzo 2012

Piccoli killer crescono

Qualcuno mi aveva chiesto di parlare delle reazioni di Leopard all'arrivo di Bis. Finora il commento veloce è stato: il fratellino gli piace, solo è un po' geloso nei nostri confronti (leggi: più richieste di attenzioni, qualche muso, capricci, un po' di regressione, tipo il quadruplo del tempo per farlo dormire, ciucci o a go go ecc). 

E poi oggi l'ho beccato che per far smettere di piangere il fratello gli dava amorevoli carezzine sulla pancia. Non ho fatto in tempo a pensare: "che tenerezza", che lui con nonchalance ha preso un bel cuscino e gliel'ha piazzato in faccia.

Ecco il suo primo tentato omicidio o meglio fratricidio, chissà quanti altri ne seguiranno.. 

sabato 18 febbraio 2012

pappa cacca nanna

Volevo sapere: ma dove distribuiscono quei modelli di bambini "pappa-cacca-nanna", ovvero quelli che tanto i neonati mangiano e dormono e basta? 

Perché a quanto pare quando arrivano i nostri il suddetto modello è sempre SOLD OUT e ci capita quello "ma com'è vispo 'sto bambino!!" oppure " ma che bel vocione!", ovvero: ma non dorme MAI??!! Il famoso modello "FA STA CAZZO DI NANNA", tanto per intenderci… Da cui segue la domanda: ma uno swap bimbesco è possibile? Come lo vedete?

Ok, vado a coricarmi terrorizzata alla prospettiva della notte che mi attende. Ditemi in bocca al lupo...


lunedì 6 febbraio 2012

Welcome home baby!

Via: Etsy




Il 30 gennaio (ora non so chi ha vinto il totoparto!) alle 17.30, veloce come un lampo, come previsto portando con sé la neve,  è arrivato  Bis, alias Federico!! 
Racconti e commenti arriveranno più in là... 

Miss Suisse, Mr Coppola e Leopard ringraziano per i pensieri e la partecipazione!





lunedì 19 dicembre 2011

Lista dei desideri per Bis (e famiglia)

Premetto che io non amo molto tutte le liste in cui si chiedono regali agli altri: la lista nozze, la lista di nascita ecc ecc. Non so, sarà perché, in generale ho difficoltà a chiedere (tipo anche a farmi pagare, sì, lo so, è un problema!!). E infatti finora abbiamo sempre evitato. Ammetto però che con Leopard alla fine ci siam presi praticamente tutto noi   (per fortuna abbiam anche ricevuto oggetti e vestiti usati o ne abbiam presi di seconda mano in mercatini e negozi, che in Svizzera abbondano, ma anche a Milano son in nettissima crescita), aspettando di vedere le reali necessità prima di riempirci la casa di oggetti inutili e inutilizzati (oltre che una questione di risparmio, credo che sia un comportamento più responsabile e meno consumistico). Forse abbiam persino ecceduto in questo.  

Ovviamente con Bis abbiamo già molte cose. Ci servono quelle utili per la vita con 2 pupi piccoli -Leo non ha ancora 2 anni-. Ad esempio rimane ancora aperta la questione: è utile il passeggino doppio? Se qualcuno ha idee chiare in proposito le opinioni esterne son gradite!). Comunque rimane qualche desiderio da soddisfare o cose che magari non abbiamo preso la prima volta e ora ci farebbero comodo. Ovviamente si tratta di desideri, cose che comunque ci compreremmo da soli, nulla dev'essere visto/sentito come un obbligo da parte di chicchessia. Ma visto che è periodo di feste e regali, mi sembra che capiti a fagiuolo!


La pedana per fratellino per il Bugaboo:



Il cuscino per allattamento Boppy (ne avevo preso uno in Germania, decisamente fuori misura per me: troppo grosso!  Lo so che si allatta anche senza eh, ho allattato per un anno, ma a questo giro vorrei star più comoda.)



Il seggiolone Tripp Trapp della Stokke (che chiaramente ci servirà più avanti, dallo svezzamento). Ovviamente solo la base: per le parti per legare il bimbo useremo quelle di Leopard, invece visto che il seggiolone cresce col bimbo, la base continueremo a usarla senza passarla da un fratello all'altro.






Altro pezzo che per noi è stato indispensabile: la famosa sdraietta! Personalmente col primo è stata una manna dal cielo! Ce la prestarono dei vicini di casa, che ora non son più vicini causa trasloco. Visto l'utilizzo limitato a pochi mesi se qualcun altro ne avesse una da prestarci ne saremmo gratissimi!

Siamo poi interessati al lettino/culla da attaccare al lettone, in Svizzera e Germania è molto più diffusa che in Italia e ce ne hanno parlato molto bene. Leopard ha dormito con noi nei primi 3 mesi, per passar poi nel lettino. Ma io mi son procurata una bella tendinite che mi è durata più di un anno a furia di tirar su e giù il pupo anche piuttosto pesante, che non dormiva, dunque penso a soluzioni più pratiche e indolori.

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Questa ad esempio è stupenda, ma decisamente cara (per più informazioni date un'occhiata qui), non aspiriamo a tanto!

In realtà ci piacerebbe affittarne una (sempre per via dell'uso limitato nel tempo) o al limite trovarla usata. Se qualcuno ne sa qualcosa (ovvero conosce indirizzi per l'affitto di queste attrezzature), batta un colpo, sareste davvero gentilissimi!


Infine un pezzo sfizioso e un po' frivolo: la lampada a fungo, che personalmente adoro e vorrei usare come lucina per la notte nella nuova stanza di Leo (e poi Bis)! 


Sono anche graditi suggerimenti e idee. Nel senso, cosa consigliereste come assolutamente utile per render più facile la vita con un neonato, a cui magari noi non abbian mai pensato??

martedì 29 novembre 2011

Mamma, mi son bevuto il brillantante!

Ebbene si, non bastava la tabella delle giornate che sembra di essere un criceto (anzi una criceta gravida, che è peggio!) su una ruota impazzita: per iniziare la settimana in bellezza, e chiudere in allegria il lunedì iniziato alle 6 del mattino (seguito a un we delirante) e proseguito a ritmi ben più che sostenuti, quando finalmente siamo a casa e si avvicina l'ora della cena (e quindi della nanna...yuppie yeeeeeee!), io son al telefono per risolvere dei problemi coi soliti operai, Leopard si avvicina rapido e silente come un predatore provetto all'armadietto della cucina, dove i mie tengono i detersivi (ovviamente casa nostra è a prova di bambino, non quella di tutti i parenti ovviamente- a cui però ho chiesto di spostar le sostanze tossiche!), va proprio a cercare quelli più in fondo e nascosti e che decide di assaggiarsi, manco fosse un bel milkshake?? Un po' di brillantante! E' vero che io l'ho visto subito e mi son avventata a toglierglielo di mano, è vero che il gusto dev'essere così orrido che non credo che ne abbia ingerito molto, ma è anche vero che lui non ci sa dire cosa sente, che comincia  tossire a ripetizione e non smette e che se andate a cercar le sostanze pericolose se ingerite, scoprirete che il brillantante è considerato tra le più tossiche. Benissimo! Ve la faccio breve...mentre mia madre imperturbabile faceva come se nulla fosse, io chiamo pediatra e poi centro antiveleni, loro mi dicono di dagli un po' di malox e che se la tosse passa vuol dire che è solo un'irritazione a livello della gola, se non passasse o dovesse vomitare di portarlo subito al pronto soccorso. Per fortuna in effetti col malox (o surrogato svizzero) la tosse si placa e va via via scemando, lui comincia a ballare e cantare giro giro tondo come sotto effetto di stupefacenti (sarà il malox o il brillantante? Meglio non chiederselo, forse!) e l'allarme sembra rientrare. La notte passa agitata , ma per noi non è una grande novità quindi come sempre tutto è bene quel che finisce bene!

In attesa di vedere cosa ci combinerà il mese prossimo (e soprattutto i successivi visto l'arrivo di Bis e la mancanza infrasettimanale di Mr Coppola, che in questi casi devo dire si fa sentire anche di più ovviamente) voglio solo consigliare se vi capitasse qualcosa di simile (sperando che non ce ne sia bisogno) di rivolgervi telefonicamente al centro antiveleni più vicino a voi ( in Italia, son certa che ci sono a Milano e a Roma, ma credo sian più diffusi), son in funzione 24 su 24 con un medico specializzato che risponde prontamente alle vostre domande, sa benissimo cosa fare (e ad esempio persino il diverse grado di pericolosità e tossicità delle diverse marche dei prodotti), e avrete risposta anche più veloce che se prendeste e correste al pronto soccorso, sarà lui ovviamente a dirvi cosa fare nell'immediato e se correre a far veder il bambino oppure no.

venerdì 25 novembre 2011

Yoga per panze

Quando ho preso la controversa decisione di partorire a Milano (controversa per quanto mi riguarda, almeno: io ancora non son convintissima che sia la scelta migliore. O meglio entrambe le opzioni, parto italico e parto svizzero, pongono delle problematiche pratiche di non poco conto, ad esempio partorire in Italia significa essere lontani da Mr Coppola, cosa che un po' mi pesa - e mi peserà ancora di più nelle notti con Bis e Leopard- e credo pesi anche al nano. Fatto sta che una decisione andava presa, e alla fine mi son convinta a farlo in Italia, per ragioni mediche soprattutto, e, perché no, per veder la differenza) e dunque di stare qui per qualche tempo, mi ero anche ripromessa, visto che Leopard qui va al nido tutti i giorni, di far qualcosa solo per me, di rilassante e/o divertente, riprendermi quel pochino di spazio personale (fossero anche due ore a settimana) che assolutamente non ho più avuto dalla sua nascita e che a breve riscomparirà risucchiato dal (meraviglioso) arrivo di Bis! So bene che alcune donne riescono a ritagliarsi questi spazi ben prima di quanto abbia fatto io, eh, ma stando all'estero, senza aiuto o senza servizi, a me è stato davvero impossibile. E devo dire che i primi mesi (direi forse anche tutto il primo anno) questo non mi è pesato particolarmente (al massimo la mia era stanchezza sul piano fisico, visto che come ormai tutti sanno io ho avuto in sorte un fantastico nano non dormiens!), ma a lungo andare qualche spazio per sé diventa secondo me necessario e salutare, per il bene personale, della famiglia e della coppia (altro argomento su cui magari tornerò più in là). Questa lungo preambolo per dire che avevo pensato di frequentare un corso di yoga per gestanti e anche uno di cucito per affinare le mie (non ottime) abilità sartoriali, ma soprattutto per divertirmi un po'. Ehm, sì, ammetto che avevo pensato anche di rivitalizzare la mia vita sociale, ma queste son fantasie malate di una gestante già mamma, ovvero è davvero una mission impossible! Bene, presa da mille incombenze non son riuscita proprio a star nei tempi da me immaginati, e solo ora, già entrata nell'ottavo mese, son riuscita a far la mia lezione di prova di yoga (al cucito ho dovuto rinunciare, nel frattempo con il mio solito strampalato tempismo mi son entrati dei lavori da freelance e dunque il mio tempo, già rosicato per via dei lavori di ristrutturazione seguiti in prima persona senza architetto, dalle mille visite ed esami, dal bimbo e dagli acciacchi fisici, si è ulteriormente eroso! Però sentivo che dovevo far qualcosa di solo mio e magari dedicare questo tempo al povero Bis, ché credo che un po' di pace e relax faccian bene anche a lui, a cui non mi sembra di aver neppure il tempo e le energie di pensare), pregandoli di farmi cominciare così, a metà mese e a metà corso, perché non so se riuscirò neppure a far i due mesi di base. Le ostetriche di questa associazione che propone i corsi si son rivelate gentilissime e disponibili e mi hanno fatto far subito la lezione di prova. E devo dire che, sarà per quell'ora di libertà, sarà per l'energia positiva e allegra che si respira lì, sarà per la ritrovata mobilità (sì, bè, relativa..son un pezzo di legno con la panza!!) mi è piaciuto moltissimo! Come dicevo, niente invasati che ti parlano di cose strane, niente talebane, atmosfera rilassata e gradevole, ostetrica carina e molto brava, compagne simpatiche e alla mano. Sì, tralasciamo che ora son tutta dolorante, che non è solo rilassante, ma anche piuttosto faticoso, che ho riscoperto di aver muscoli e parti del corpo di cui avevo dimenticato o ignoravo del tutto l'esistenza, ma mi è piaciuto davvero: quindi per una volta posso dire senza lamentele né ironia che lo consiglio senza riserve!

mercoledì 19 ottobre 2011

Di nani volanti ed altre amenità

Nel post precedente, avezza al clima italiano (non che quello milanese sia così esaltante, intendiamoci, ma la Svizzera, lo giuro, lo fa rimpiangere. Smog a parte, intendo) avevo forse parlato di autunno? Bè ecco, la solita ingenua, qui è precipitato l'inverno, così, di botto, ed io mi dovrò ingenare su come coprire le mie abbondanti esuberanze, oltre che su come far passare le lunghissime giornate casalinghe di pioggia infinita con Leopard. Spero che non tutte sian come le ultime, altrimenti la prossima primavera non so se la vediamo. Abbiamo iniziato con sfighe di scarsa entità, tipo rovesciare e spaccare un bel barattolo stracolmo di miele (presente quanto appiccica??), e quindi pulire a carponi (attenta a non pulirlo direttamente con la panza!!) il tutto, mentre Leo sbraitava, ché voleva assolutamente toccare, lui! Passan manco due ore, pavimento lindo lindo, e ci parte una bella bottiglia di birra a inondare la stanza e render di nuovo tutto appiccicoso, evvai!

 Ieri abbiam aumentato il carico: pioggia torrenziale, bambino annoiato, e cosa ti pensa di fare? Il nostro piccolo nano arrampicatore da circo pensa di esibirsi in un bel volo carpiato di testa dalla sedia direttamente su pavimento (unica stanza senza parquet, machellodicoafare?) con rimbalzo su schienale della suddetta sedia. Non che di voli di capa non ne abbia già fatti, ma questo gli è venuto particolarmente bene. Quando finalmente riesco a calmarlo (sì, sì, lo so che se piangono è buon segno!) vedo comparire sulla sua testa un bozzo incredibilmente grande, dico davvero, cos'era? Un palloncino? Una seconda testa? Un muffin gigante? Io vi assicuro che non son una mamma ansiosa, di solito son quella che non si preoccupa, che mantiene la calma, che dice i bimbi son di gomma, ma mi son davvero spaventata! Per farla breve, siam corsi dal pediatra che per fortuna è qui vicino (l'esperienza al Pronto Soccorso di poco più di un anno fa ci ha segnati, prima di farci rientrar mio figlio devo esser certa che sia assolutamente necessario! Comunque, piccola soddisfazione personale, quel postaccio in cui ci eravam imbattuti, il Kinderspital, è stato non solo chiuso, ma addirittura abbattuto! E questo, lo ammetto, dopo la sfuriata che gli ho fatto col mio bel tedesco, e loro terrorizzata a guardarmi come se fossero in imminente pericolo di morte - pare che qui non si lamenti mai nessuno, passan direttamente dall'avvocato, loro- mi ha dato una non piccola soddisfazione!) e lui ci ha ricevuti subitissimo. E qui ci va una piccola lode (quando ci vuole, ci vuole!), non credo che in Italia ci saremmo riusciti... 

Bè per farla breve, nulla di grave, ma bimbo in osservazione per 24 ore, con ordine di svegliarlo ogni 2 ore anche di notte. Cosa che, ecco, io non ho rispettato alla lettera, anche se naturalmente mi son svegliata mille volte: respira, si muove ecc ecc. Inutile dire che oggi era la mia giornata libera, giornata di svago dopo non so quanto, giornata in cui il nido mi aveva concesso magnanimamente di tenermi il pupo ed io potevo trastullarmi andando a Zürich con delle amiche. Ma vabbè, l'importante è che il nano volante stia bene, no?

lunedì 26 settembre 2011

Il giardinetto mortifero

Susate la latitanza: in questi giorni sono a Milano, sballottata tra operai di varia natura, scelte di vita, inevitabili conflitti e simili amenità, ma non voglio parlarvi di questo, piuttosto di un argomento che mi lascia  sgomenta (ok, se non siete prolemuniti difficilmente capirete, anzi vi sembrerà un post inutile e noioso, vi autorizzo a fuggire a gambe levate e a navigare verso più amene pagine!).

Ammetto che già di mio non nutro un particolare amore verso i giardinetti (o Spielplatz - poco importa se italici o sfizzeri), altro discorso sono i parchi, o gli spazi verdi in generali. A Basel ce n'è solo uno in cui porto volentieri (o quasi) Leopard, dotato di spazi e giochi davvero carini, ampio, ben tenuto, in una piazzuola tranquilla (peccato che mi debba sorbire una bella sfacchinata per arrivarci!), magari un giorno posterò qualche foto.

 Detto ciò mi piace e mi sembra importante che mio figlio passi molto tempo all'aperto, e si sfoghi in lungo e in largo evitando i lunghi e soffocanti pomeriggi casalinghi. Però i giardinetti milanesi e in particolare quelli di questa zona (per i milanesi: parlo della Zona 3) mi atterriscono, di più, mi sgomentano e mi lasciano un senso di frustrazione infinita oltre che di ansia materna. Sono sporchi, spelacchiati, delle vere e proprie gabbie con pochi giochi e vecchi, e una densità di bambini, e conseguente livello di decibel, insostenibile. Ah, e le aree cani sono molto più ampie (e meno popolate) di quelle per bimbi. Giuro che non esagero. Nemmeno mi vengono le parole per descriverli.. Ora, in primis la domanda è, ma che città mette prima i cani dei bambini in ordine di importanza e servizi? Con tutto che a me i cani piacciono, eh... La seconda domanda: mamme milanesi dove portate i vostri pupi? E poi: cosa si può fare per migliorar la situazione secondo voi? A chi rivolgersi (comune, consiglio di zona, far una raccolta di firme, scriver progetti, tutto quanto insieme??!!). Insomma sono in cerca di consigli, idee, solidarietà mammesca...

lunedì 11 luglio 2011

Mare mare mare..

Dunque, sopravvissuta (quasi) brillantemente a due settimane di mare con Leopard (ora, non insultatemi: ma pupo di 17mesi alla scoperta del mondo, senza nessun timore per l'acqua, anzi ATA come la chiama lui, mare -ligure, che mica ci si scherza- quasi sempre mosso, terzo piano, sempre ligure - lì si risparmia anche sugli scalini: li fanno molto più alti della norma!- senza ascensore, porta sù e giù pupo - mi avevan raccontato che a un certo punto crescevan più lentamente...era la solita presa in giro, mi sa...- selviette, stuoie, giochi, ombrellone ecc...io, nonostante l'amore per il mare e per mio figlio almeno una settimana l'avrei volentieri barattata con lavoro d'ufficio e serate rilassanti, magari seguite da utopico sonno ristoratore!), torno su questi schermi; il computer l'avevo con me ma ho trovato il tempo per accenderlo giusto un paio di volte...

Non grandi news (per ora), ma qualche foto, anche se scarsine perché fatte da cellulare...







giovedì 16 giugno 2011

Da onnivoro gaudente a iperselettivo caparbio..

È quello che è successo a Leopard.

Non che sia accaduto propriamente di colpo, ma il mio bimbo, che al primo assaggio di pappa ai tempi dello svezzamento se l'è spazzolata via tutta in 5 minuti senza colpo ferire (non so se anche a voi il pediatra suggerì:1cucchiaino un giorno, 2 il giorno dopo..macchè: lui ingollava tutta la pappa e poi non pago voleva pure la tetta!), che ha proseguito mangiando come un lupacchiotto col verme solitario (ma dottore non è che mangerà troppo sto bimbo? Ma va, comunque dalle tabelle é sempre sottopeso -ma dove??- rispetto alla sua altezza!), via via si è fatto più selettivo. Se prima mangiava di tutto (verdure, frutta, carne, tutto) man mano ha sviluppato i suoi gusti, e va bene. Quindi: pesce manco morto, riso no no no, carne preferibilmente polpette, verdure con difficoltà. Ma nelle ultime settimane siam entrati nella fase del NO TOTALE. Chiude la bocca, dice no (o anche nein, mi fa un po' paura in quei casi..., o comunque suona piuttosto perentorio: NEIN!), gira la faccia, allontana il cibo con le mani. Dunque no pasta, nein carne, la verdura ma che è ??!! Lenticchie e cereali che adorava di colpo son diventati immangiabili (ovviamente rimane il no per pesce, riso e quello che già prima non gradiva). Che ci resta? Latte e derivati, quindi formaggi e jogurt, prosciutto cotto, pane e frutta (ometto quello che lui ovviamente mangerebbe, ma per me non rientra nel concetto di pasto: cioè biscotti e simili). Bè la pizza, sì, quella la mangia. Voglio sottolineare che spesso, avendo un pupo insonne, la gente mi diceva, bè, almeno mangia, non sai che fatica coi bimbi che non mangiano... ecco, non so se qualcuno ce l'ha con me e me l'ha tirata, ma ora il quadro è completo!


Ho già sottoposto il problema a amiche mamme su FB e loro son state rassicuranti e preziose: moltissime hanno circa lo stesso problema, dicono che è una fase, che vuol esprimer la sua volontà e sta sperimentando il potere del no, di non forzarlo (come se fosse possibile..se per caso qualcosa gli arriva alla bocca lo sputa con faccia schifata e a volte me lo ripiazza pure  in mano!), di continuare a offrirgli alternative. Ok, non che sia in ansia, che deperito proprio non è,  l'unico mio timore è che ci svegli (ancora di più) di notte perché a fame. Oltre vabbè al mio desiderio (o utopia?) di crescerlo con un'alimentazione variata, sana, equilibrata e educarlo a un sano e godereccio rapporto col cibo.

Intanto sono a caccia di ricette che magari lo stuzzichino..qui ne ho trovata una (oltre a molte altre, è una vera miniera questo blog!), che proverò a fare se riesco oggi stesso, poi vi dirò, se voi ne avete altre o siti/blog da suggerire benvengano, son straaperta a idee e consigli!

martedì 17 maggio 2011

Mamma tigre o mamma agnello?

Ci ho pensato un po', e ho modificato il post che avevo scritto stamani. La sostanza non cambia, in fondo, ma il tono sì.

Vi ricordate la mamma tigre che l'hanno scorso ha fatto il giro del mondo coi video in cui obbligava la figlia a suonare il piano per ore e ore, accusando gli occidentali di esser troppo molli e permissivi e di crescere così una generazione di mollaccioni destinati a esser superati negli studi, nel lavoro e nella vita dagli asiatici?? 

Bene, ora un recentissimo studio di Bryan Caplan, "Selfish reasons to have more kids, why being a great parents is less work and more fun than you think", dimostrerebbe che questo faticoso accanimento è inutile. Invita le madri all'indulgenza, suggerendo che l'educazione a conti fatti non è così rilevante. Che ore e ore a un piano non faranno di vostro figlio Mozart, a meno che non l'abbia scritto nei geni, meglio dunque lasciar più libertà ai nostri figli e divertirci con loro, piuttosto che riempirgli la vita di impegni e pressioni e non permettergli tv, pizza o computer!

Dunque il nostro Caplan sostiene che mamma agnello batte mamma tigre!

Bè, gentile Mr Caplan, io ho trovato da subito quantomeno eccessivi i metodi educativi della mamma tigre, in fondo se mio figlio non sarà un genio, ma chi se ne importa! Piccoli Einstein, piccoli Mozart, a me onestamente basta che mio figlio sia felice (e già questo mi sembra una bella responsabilità per i genitori), che sia un bravo cittadino, onesto e responsabile. Che sappia rapportarsi agli altri, non tema i sentimenti, l'impegno e le scommesse. Cose così, insomma. Però pure lei, ma vorrei sapere se lo studio che ha svolto è finanziato e da chi. Perchè, senza offesa, ma lei quanto la pagano per queste ricerche? Perchè io credo che basti il buon senso di qualsiasi mamma e papà, il famoso giusto mezzo insomma, che forse non fará fico quanto esser un rinomato studioso, che sul curriculum non vien considerato, ma alla fine se questi son i risultati, sempre senza offesa, ma non fa una grossa differenza!

Bè, io non sono una fan della tv, e nemmeno di un eccessivo permessivismo, infatti i bimbi viziati mi fanno sempre un po' arrabbiare (o meglio, i loro genitori). Ma di certo non sono una mamma col pugno di ferro, e sto sperimentando di giorno in giorno come sia difficile educare un bambino, e spesso mi dico che i risultati son scarsissimi, anche considerando la vivacità crescente di Leopard (giuro che a volte nei luoghi pubblici mi vergogno, e  mio figlio ha solo 15 mesi..). D'altro canto credo profondamente nel valore della libertà, della progressiva responsabilizzazione, dell'imparare da soli, facendo (che poi nel caso dei bambini vuol dire giocando) e mi irritano le mamme che questo non e quell'altro pure: non correre, non sporcarti, non toccar quello! Anche se è vero che a volte mi rendo conto che in mezz'ora con un bimbo ci si trova a dir più no che in tutta la nostra passata vita! Insomma di certo non mi piace che i bambini sian trattati come soldatini o scimmie da ammaestrare, ottimizzando il loro tempo come se si trattasse di una catena di montaggio. Credo che educare alla libertà, usando sempre la testa e divertendosi con i propri bambini sia la strada più sana da percorrere. Insomma , siam tornati punto e a capo, ovvero al giusto mezzo.

 E voi, che mamme siete?

domenica 15 maggio 2011

Domenica al museo...

Ovviamente avendo appena acquistato un fantastico carrellino da attaccare alla bici per portar in giro Leopard il bel tempo non poteva che abbandonarci lasciando il posto a pioggia, vento e a temperature autunnali (12 gradi mannaggia!!!)...e altrettanto ovviamente il pupo non ne ha approfittato per dormirsela, ma alle 6.30 era sveglio come un grillo e  urlante, dunque ci siam decisi a sfruttare questa domenica per andar finalmente a visitare il Tinguely Museum, qui a Basel, anzi proprio dietro casa nostra, dove oltre alla splendida collezione permanente c'era la mostra di Arman, artista direi fuori dagli schemi, bizzarro, ma visionario. Lascio a Wikipedia il compito di erudirvi (se ce ne fosse bisogno) con i dati nozionistici, sicuramente più precisi e veritieri di quanto ne sappia io. Sta di fatto che questo signore negli anni '60 ha intuito il ruolo crescente degli oggetti e anche del conseguente consumismo, cito letteralmente sempre da Wiki: 

"Tra i massimi esponenti del nouveau réalisme, corrente artistica che racconta l'uomo attraverso oggetti di uso quotidiano: scarpe, orologi, telefonini, ecc. etc.: queste particolari realizzazioni volgono ad esprimere l'ingranaggio del consumismo. Per esprimere in maniera sempre più accentuata questo ingranaggio del consumismo, lo vediamo infatti realizzare opere sempre più mirate come gli accumuli di oggetti identici posti sulla tela in maniera geometrica, con ordine ed eleganza. Visto l'incrocio tra la tela e l'oggettistica, Arman è considerato uno scultore-pittore. Lui stesso si definirà perfettamente presentandosi come “un peintre qui fait de la sculpture”. 



 Davvero interessante, devo dire, e divertente il fatto che alla fine della mostra, si poteva creare una propria "opera" con oggetti di scarto che si trovavan li a disposizione, infilati in un sacchettino, passato nella macchina per creare il vuoto..et voilà, questo è il mio "capolavoro"!





Bellissima la struttura architettonica, molto nordica, come anche il modo di concepire il museo (oltretutto ci son regolarmente workshop per bambini a partire dagli 8 anni). E che dire delle affascinantissime macchine in movimento di Tinguely? Son davvero un capolavoro di intelligenza e ingegneria oltre che di fantasia e arte , e per la maggior parte vengono azionate proprio dai visitatori, grazie a grossi tasti che anche nella mia fantasia, oltre che nella realtà, non potevan che esser tondi e rossi! Mi ricorda tanto Munari, secondo me è poesia che si fa movimento, con leggerezza e grazia giocosa. Figuratevi che divertimento per i bambini, ma anche la fascinazione per gli adulti è garantita. È davvero uno spazio magico, se vi capita di passar da queste parti, fateci un salto!













lunedì 9 maggio 2011

Domenica in fattoria








In verità avrei voluto parlare del mio week end "internazionale" tra Germania, Francia e Svizzera, ché il vantaggio di vivere vicino a una frontiera è proprio quello di poter sfruttar (ussignur che brutta parola, me ne rendo conto!) il meglio che ogni Paese offre. Di come amo negozi e mercatini bio in Germania, ancor di più quando regalano la frutta e la verdura da sgranocchiare ai bimbi, di come la Francia sia meglio per quanto riguarda i libri o i vestitini per bambini, o di come tutte le attrezzature sportive lì costino meno, cose così. Ma domenica siamo andati con degli amici in questa Jucker Farm, una fattoria nel cuore della Svizzera, vicino al Pfäppikon See (sì, lo so che i laghi in Svizzera son così numerosi che o uno ci vive di fianco o non ci si raccapezza più!), e devo dire che ne son rimasta talmente incantata che non posso parlare d'altro. Il posto è davvero bucolico e allo stesso tempo ben organizzato, per i bambini è un vero spasso, con gli animali, balle di fieno su cui saltare, carriole su cui sfrecciare a tutta velocità (bravi i papà che si fanno due braccia tante!!), prati, angolo giochi, il tutto sotto una miriade di alberi e col lago pochi metri sotto (ma non così vicino da temere che il proprio pargolo ci si tuffi in un momento di distrazione!). Poi ci son un ristorante, un self service con prodotti locali, i campi in cui si possono cogliere le fragole, il succo di mele alla spina, il fuoco su cui cuocersi bratwurst direttamente dal bastone, l'angolo delle amache di ogni forma, colore e capienza per un po' di sanno svacco (relax, volevo dire relax!). Il tutto, ripeto, in un posto immerso nel verde che fa bene agli occhi e all'umore. Credo di non sbagliarmi affermando che questi son i posti che mancano in Italia, perlomeno nei dintorni delle grandi città, sicuramente a Milano, dove giuro di aver visto cosidetti parchi giochi con aree per cani più grandi e meglio tenute rispetto agli spazi per i bambini!







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lunedì 2 maggio 2011

I love shopping per il Baby? Mah...

Premessa: non parlerò del libro della Kinsella, che, per inciso, non ho letto, ma di sto presunto shopping con/per il bebè!

No, perché, non so voi, ma io tutto sto shopping non l'ho fatto! Forse prima di rimaner incinta mi immaginavo anch'io di passar in rassegna vestitini e accessori vari adornata della mia panza e di un paio di occhiali con cui veder il mondo tutto rosa (no, questo non lo pensavo nemmeno prima della gravidanza, a esser proprio onesta!), ma la verità è che, anche scottata da una antipatica esperienza precedente, mi son rifiutata di comprar qualsiasi cosa fino credo al sesto/settimo mese di gravidanza, quando mia madre mi ha portò in un negozio, mi fece veder una tutina e mi disse: ti piace? Sí.. E si diresse alla cassa.

A parte che durante la gravidanza non avevo tutto sto tempo a disposizione, e che mi faccio sempre qualche problema di ordine anticonsumistico a darmi allo shopping sfrenato, ero anche un po' bloccata dal fatto che i consigli che leggevo e sentivo qui e lì, mi sembravano tutti molto orientati al comprare il più possibile, senza una vera ratio, come se per diventar genitori si dovesse essenzialmente comprare. Però, vista la mia scarsa esperienza in materia, non capivo cosa fosse davvero utile e cosa no. Aggiungiamoci un mal di schiena quasi invalidante che mi ha colpita a partir dalla fine del quinto mese (che fortunella, eh??) i giochi son fatti. Nasce il bimbo, ricevi mille regalini più o meno utili (il più è per cortesia nei confronti dei gentili donatori, per la maggior parte abbiam ricevuto vestitini con taglie sbagliate rispetto alla grandezza del pupo, alla stagione, o cose poco pratiche, senza considerare il fattore gusti - che ognuno c'ha i suoi ovviamente!). Le cose che ho utilizzato di più in assoluto son state regalate di seconda mano da un amico con tre figli, che ovviamente aveva occhio su cosa davvero serve e cosa è pratico. 

In tutto ciò dove va a finire l'afflato per lo shopping mamma-oriented? Non pervenuto, disperso, morto! All'inizio non hai né tempo, né energie. Poi hai qualche remore sulle taglie. Cosa mi andrà bene, cosa no? E soprattutto: perché non mi sta più bene nulla?? Se poi come me stai all'estero e giri da sola col pupo come fai a provarti i vestiti? Non parliamo di quando il bambino da neonato semiimmobile nel passeggino, si trasforma in pupattolo prima semovente e poi iperattivo. Non solo tu non riuscirai mai più a comprar nulla per te, ma nemmeno per lui, ché ad esempio il mio tira giù i vestiti da scaffali e appendiabiti, o stufo tira fuori un vocione da soprano che nella silente quiete dei negozi svizzeri mi fa vergognare come una ladra e scappare fuori il più in fretta possibile.

Dunque lo shopping si riduce a far la spesa, ad accaparrarsi il necessario e il più in fretta possibile (bè, almeno il portafogli ringrazia. Si dice che far un figlio costi, ed è anche vero, ma noi in questi primi 15 mesi di vita di Leopard abbiamo risparmiato molto di più che nei 5 anni precedenti!).

A questo punto devo spezzare una lancia a favore della Svizzera e della Germania (eh sì, qualche volta mi tocca!): in Svizzera infatti l'ospedale al momento del parto e nei giorni successivi ti rifornisce di tutto quello di cui hai bisogno, dal camice per partorire, agli assorbenti, alle creme che eventualmente servono, ai vestitini per il neonato/a, quindi si evita l'ansia tutta italiana da preparazione della valigia per l'ospedale! E mediamente negozi e ristoranti, bar (non parliamo dei mezzi pubblici) son molto più a misura di bimbo che in Italia. Ad esempio in Germania ci son queste due grosse catene di drogherie munite di fasciatoio, pannolini, selviettine e cremine sempre a disposizione dei clienti per il cambio del pupo. Devo ammettere che così, far la spesa diventa davvero molto più semplice e meno stressante! Non sarà il decantanto shopping con baby, ma è già qualcosa, no?

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