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giovedì 19 gennaio 2012

Meno uno...

Manca una settimana, anzi sei giorni, al termine e noi siam quasi pronti (uuuuuhhh, mi senti laggiù??!!), nel senso: si può mai esser davvero davvero pronte??!! Al massimo curiose, stufe, stanche, eccitate (forse qualcuna), con praticamente ogni cosa a posto (bè il concetto di ogni cosa a posto non è tanto vicino alla mia essenza, diciamo che faccio del mio meglio: valigia fatta, esami fatti, "corredino" - che nome demodé- pronto..certo ho 2 figli maschi che nascono nello stesso mese!! Ho persino pronta una serie di rimedi contro ragadi, emorroidi - non scherzo purtroppo- cose varie per stimolare formazione del latte, favorire cicatrizzazione ombelico, mi manca giusto una pozione magica contro la caduta nei capelli durante l'allattamento!!!). Tanto per non farmi mancare nulla sto ancora lavoricchiando, sto creando un tappetino gioco per Bis (che però ha addocchiato Leo) e sto pensando al compleanno di Leopard (questa dev'essere la mia personale rivisitazione del renesting, visto che di pulir la casa da cima a fondo zero voglia, mi trovo altre forme di iperattività!!)...che mi parrebbe brutto che oltre a trovarsi un fratellino nuovo di zecca (sì certo, che cosa bella, ma anche che momento delicato) non festeggiassimo nemmeno i suoi due anni, che oltretuto se Bis ritarda (uuuuuhh, mi senti là dentro al calduccio, non è che come Leopard vuoi la neve??!!) potrebbero coincidere con la nascita del fratello. Comunque vada i due eventi saranno vicinissimi!

Qui sto scaricando le bandierine da appendere:

I miei si stanno procurando questa (mentre io vorrei trovare un bel caschetto, sapete dove trovarne?):


Intanto vi va di partecipare al totoparto? io dico lunedì prossimo, voi??

Per ora vi ringrazio del pensiero e della vicinanza, che cosa incredibile...vi terrò informati...


giovedì 8 dicembre 2011

A.A.A. Besame Mucho cercasi!!!

Non se sia successo anche a voi, ma io comincio a attraversare quella fase in cui vado in fissa coi libri su maternità, pedagogia ecc. ecc... (non che non legga altro, ma chissà, forse questi libri tranquillizzano le mie ansie recondite, quelle che magari non so nemmeno di avere...). 



Già dalla prima gravidanza volevo leggere Besame mucho di Carlos Gonzales, a quanto pare introvabile (nel senso che in libreria non lo trovo e in quelle on line è sempre esaurito), dunque lancio un accorato appello: c'è qualcuna o qualcuno (non si sa mai, qualche padre illuminato!!) che ce l'ha è vuol fare uno scambio di libri, un prestito, vendermelo??!! Mi direte: ma che è tutto sto sbattimento per un libro?? C'avete ragione, ma sapete com'è: son entrata in fissa, saranno queste le voglie gravidiche??!! Quindi prima che Bis nasca con stampato BESAME MUCHO sulla fronte o su una chiappa..aiutatemi!!!

Avrei anche una wish list di altri libri, 'nsi sa mai che parenti e amici voglian regalarmene uno, ma per ora mi fermo e mi concentro su questa ricerca matta e disperatissima (pure le citazioni, sto messa male...)




venerdì 25 novembre 2011

Yoga per panze

Quando ho preso la controversa decisione di partorire a Milano (controversa per quanto mi riguarda, almeno: io ancora non son convintissima che sia la scelta migliore. O meglio entrambe le opzioni, parto italico e parto svizzero, pongono delle problematiche pratiche di non poco conto, ad esempio partorire in Italia significa essere lontani da Mr Coppola, cosa che un po' mi pesa - e mi peserà ancora di più nelle notti con Bis e Leopard- e credo pesi anche al nano. Fatto sta che una decisione andava presa, e alla fine mi son convinta a farlo in Italia, per ragioni mediche soprattutto, e, perché no, per veder la differenza) e dunque di stare qui per qualche tempo, mi ero anche ripromessa, visto che Leopard qui va al nido tutti i giorni, di far qualcosa solo per me, di rilassante e/o divertente, riprendermi quel pochino di spazio personale (fossero anche due ore a settimana) che assolutamente non ho più avuto dalla sua nascita e che a breve riscomparirà risucchiato dal (meraviglioso) arrivo di Bis! So bene che alcune donne riescono a ritagliarsi questi spazi ben prima di quanto abbia fatto io, eh, ma stando all'estero, senza aiuto o senza servizi, a me è stato davvero impossibile. E devo dire che i primi mesi (direi forse anche tutto il primo anno) questo non mi è pesato particolarmente (al massimo la mia era stanchezza sul piano fisico, visto che come ormai tutti sanno io ho avuto in sorte un fantastico nano non dormiens!), ma a lungo andare qualche spazio per sé diventa secondo me necessario e salutare, per il bene personale, della famiglia e della coppia (altro argomento su cui magari tornerò più in là). Questa lungo preambolo per dire che avevo pensato di frequentare un corso di yoga per gestanti e anche uno di cucito per affinare le mie (non ottime) abilità sartoriali, ma soprattutto per divertirmi un po'. Ehm, sì, ammetto che avevo pensato anche di rivitalizzare la mia vita sociale, ma queste son fantasie malate di una gestante già mamma, ovvero è davvero una mission impossible! Bene, presa da mille incombenze non son riuscita proprio a star nei tempi da me immaginati, e solo ora, già entrata nell'ottavo mese, son riuscita a far la mia lezione di prova di yoga (al cucito ho dovuto rinunciare, nel frattempo con il mio solito strampalato tempismo mi son entrati dei lavori da freelance e dunque il mio tempo, già rosicato per via dei lavori di ristrutturazione seguiti in prima persona senza architetto, dalle mille visite ed esami, dal bimbo e dagli acciacchi fisici, si è ulteriormente eroso! Però sentivo che dovevo far qualcosa di solo mio e magari dedicare questo tempo al povero Bis, ché credo che un po' di pace e relax faccian bene anche a lui, a cui non mi sembra di aver neppure il tempo e le energie di pensare), pregandoli di farmi cominciare così, a metà mese e a metà corso, perché non so se riuscirò neppure a far i due mesi di base. Le ostetriche di questa associazione che propone i corsi si son rivelate gentilissime e disponibili e mi hanno fatto far subito la lezione di prova. E devo dire che, sarà per quell'ora di libertà, sarà per l'energia positiva e allegra che si respira lì, sarà per la ritrovata mobilità (sì, bè, relativa..son un pezzo di legno con la panza!!) mi è piaciuto moltissimo! Come dicevo, niente invasati che ti parlano di cose strane, niente talebane, atmosfera rilassata e gradevole, ostetrica carina e molto brava, compagne simpatiche e alla mano. Sì, tralasciamo che ora son tutta dolorante, che non è solo rilassante, ma anche piuttosto faticoso, che ho riscoperto di aver muscoli e parti del corpo di cui avevo dimenticato o ignoravo del tutto l'esistenza, ma mi è piaciuto davvero: quindi per una volta posso dire senza lamentele né ironia che lo consiglio senza riserve!

martedì 15 novembre 2011

Post sconclusionato ed emozionato

Volevo scrivere un post su quell'anguilla di Bis, alias il secondogenito in arrivo, sul fatto che non c'è ecografo che tenga, non c'è nazione che tenga (ammetto di aver pensato che fosse un problema Zvizzero, mea culpa...), ma questo nano non riusciamo a vederlo come si deve... Avessimo avuto in 7mesi la soddisfazione di un'ecogafria come si deve, che so un profilo, ma anche una manina o un piede al limite...che tutti in genere sventolano soddisfatti, tronfi e commossi i loro piccoli trofei in B/N e noi al massimo abbiam visto la spina dorsale...Non parliamo delle misurazioni, poi...che il piccolo Mennea è inmisurabile a quanto pare, sguscia  e si muove di continuo!!

Vabbuò, ma la vera notizia che mi fa cadere la solita facciata ('nsomma) di mamma cinica è che è nato il bimbo di una delle mie più care e storiche amiche, e io son emozionatissima... Ebbene ieri son andata a trovar il bellissimo fagottino dormiente (ah quanto ingannano quando fanno così, Leopard non dormiva MAI, ma quelle due ore in cui lo faceva pareva un angelo coccoloso e io lo consumavo con sguardi adoranti e annusatine deliziate - ah, il potere degli ormoni!-) e i suoi genitori in ospedale e non solo vederli lì col loro pupetto appena nato, frastornati, felici, orgogliosi, con ancora tutto da scoprire e imparare (e non si finisce davvero mai), mi ha riempito di emozione e tenerezza, ma pensare che tra poco più di due mesi ne avrò di nuovo uno così piccolo tra le braccia (e che dovrò anche partorirlo mannaggia!!) non mi sembra quasi vero e ammetto che insieme mi terrorizza e mi delizia..

Post sconclusionato dite? Dai incolpiamo gli ormoni e perdonatemi, intanto già che ci siemao beccatevi pure i biscotti che oggi pomeriggio ho preparato con Leopard ravvreddado e quindi relegato in casa... (li ho fatti con farina integrale e zucchero di canna e onestamente son davvero buoni!)






martedì 1 novembre 2011

Baffofamiglia

E dopo i Barbapapà (nuovo tormentone di Leopard e dunque familiare) ecco a voi la Baffofamiglia! Il Tutorial per il bellissimo baffo da passeggio (io lo amo!!) lo trovate qui, grazie alle Funky mamas e a Zeldawasawriter!





Se poi anche voi come me durante la gravidanza non vedete il mondo attraverso i cosidetti occhiali rosa, fatevene un paio...non si vede una mazza, ma fa ridere almeno! Devo chiedere venia perché non ricordo il link da cui li ho scaricati, l'omissione non è voluta!




lunedì 24 ottobre 2011

E poi dicono degli italiani...

È vero, noi italiani siamo piuttosto caciaroni, grezzi, spesso maleducati, però..vi giuro che a volte 'sti svizzeri li ribalterei con uno sguardo, per non dire altro.
Già avevo detto di come siano disposti a uccidere per salire prima di te su un mezzo pubblico (la stazione di Zurigo riesce a esser un posto pericoloso, non in quanto a criminalità, questo proprio no, ma per schivare questi mezzi vichinghi che ti atterrano a spallate o a colpi di valigetta 24 ore se per sventura capiti nel loro raggio d'azione. Se sei incinta o con bimbo piccolo la cosa non cambia. Se sei incinta e con bimbo piccolo azzacci tuoi!)

 Una cosa che ad esempio mi fa proprio godere in Italia son le casse preferenziali per donne incinte in alcuni supermercati. Poi ode infinita a Londra che sui mezzi pubblici appiccica ovunque bei cartelli con scritto di lasciar il posto alle panzute. Ché se a Milano succede raramente che ti cedano il posto (in genere si tratta di extracomunitari o di altre donne in età riproduttiva, che si immedesimano nella tua situazione), in Svizzera state certi che non succederà MAI. Io son convinta che la gente educata  dovrebbe arrivarci da sola, ma che anche vederselo scritto a chiare lettere aiuti a far diventare consuetudine qualcosa che dovrebbe essere semplici buonsenso.


E al super?? Lì fanno a gara ad arrivare prima di te in cassa, sfoderando un improvviso passo da maratoneta mentre tu arranchi senza speranza con panza e passeggino... Venerdì mi è anche successo che (io avevo 4 prodotti di numero da pagare) una coppia sui 45 mi ha chiesto di passar avanti, c'avevan fretta (lasciam perdere il concetto di fretta svizzero..). Giuro che li ho fatti passare solo perché puzzavano e il mio stomaco già provato li sopportava ancora meno del mio cervello! Idem sabato, in Germania, madre sulla cinquantina con figlia adolescente che azzardano un balzo felino (tutto dire vista la stazza) per superarmi in coda. Poi le sento parlottare tra loro e indovinate di dov'erano? Svizzere. Non so nemmeno se si tratti di maleducazione o assoluta mancanza di attenzione verso gli altri esseri umani. Individualismo alla massima potenza. Da abbatterli. 

Menomale che ci sono i farmers market a farmi tornare il buon umore e che abbiam trovato miracolosamente  posto in un baretto italiano sempre strapieno a Lörrach di cui mi riprometti di parlarvi presto, visto che è una vera perla! Stavolta il mercatino del sabato era tutto giocato sui toni del giallo e dell'arancio: un vero tripudio di zucche e girasoli!





E dunque anche i nostri drink si sono adattati ai colori stagionali:
E infine, ultime due cose, guardate la macchinina di legno che abbiam preso a Leopard, non è strepitosa? E occhio a riciclattoli, in arrivo un bel blog candy


venerdì 9 settembre 2011

Nella pancia

Tentando di preparare piano piano Leopard all'arrivo del fratello, con l'ausilio della pancia che avanza facendosi via via più evidente.

§ Leo, sai che qui nella pancia c'è un bambino: il tuo fratellino! Gli fai la cara?
- Taaara (cara)
§ Bravo e ora gli dai un bacino?
- Smack
§ Bene,  e cosa c'è nella pancia della mamma?
- Tatta!! (gatta)

Andiamo bene, anzi benissimo.



E giusto per aumentarla ancora un po', la pancia, ma anche il resto delle riserve di grasso (anche se il motivo dichiarato era distrarre Leo in un pomeriggio uggioso), guardate cos'ho creato ieri e mangiato stamattina a colazione? I miei primi scones!

lunedì 5 settembre 2011

And Bis is...

Eccomi rientrata dalla mia clausura informatica (ovvero dalla Sardegna, dove con la Tre era difficile far una telefonata, figurarsi connettersi a internèt- si, con l'accento sulla e!-) giusto in tempo per godermi l'afa di Milano e abbassar poi bruscamente la temperatura dai 33 gradi meneghini ai 13 basilesi. Ma una via di mezzo, no? Vabbè, passando a cose più rilevanti, ieri visita dal ginecoloco sfizzero (tralascio la sua utilità su domande tipo ma è una settimana che sto malissimo per il mal di testa, posso far qualcosa? un tipo di ferro che non ti ingarbugli lo stomaco giusto per evitar di star male tutti i giorni esiste? Anzi visto che più di una persona in Italia me ne ha parlato se sapete il nome passate please!), crescita di Bis pare benissimo, e infine il sesso. Diciamo che dall'eco era lampante, pure io che non capisco mai una mazza l'ho visto. Lui. Il pisello. Non vi dico i salti di gioia sia miei che di Mr Coppola, che ha appreso il tutto mentre inseguiva Leopard che scorrazzava da una stanza all'altra dello studio! No, perché diciamolo, anche se io me lo son sempre sentita, un po' di delusione c'è. Voglio dire: addio a sogni di shopping frivolo e gratificante fatto di quei vestitini adorabili. E le scarpine, i cappellini, le treccine??? Tutte quelle cose carinissime che si posson cucire per una bambina? E comunque un po' più di impegno da parte dei designer di vestitini per bambini non guasterebbe, che certe cose per masculi son delle emerite schifezze! Secondo me abdicano in partenza! Poi un po' di varietà non guasterebbe, no? Anche nei giochi. Ok risparmiare perché due maschi così vicini di età ( e di compleanno) tra un po' potremo fargli un regalo in due (se fossimo perfidi, ovvio...), ma tutta la vita la stessa tipologia di giochi, le stesse tappe, lo stesso approccio maschile al mondo (ferme restando le differenze personali), il simile percorso educativo...Per non parlare delle botte da orbi che si daranno e del calcio! Insomma io credo che crescere un maschio o una femmina sian proprio due esperienze diverse, e mi sarebbe piaciuto viverle entrambe.  E i regali? No, perché secondo me se hai un figlio maschio ricevi molti meno regali, proprio perché in genere è più divertente comprar cose da femmine. Che poi in giro idee carine anche per maschi ce ne sono, ma la maggior parte della gente pare non accorgersene evidentemente... E poi, vogliamo parlare dei nomi? Stavolta lo estraiamo a sorte, perché noi abbiam fatto già un fatica boia a trovare il primo nome maschile, figuriamoci un altro... anzi son benvenuti suggerimenti! Vi giuro che son arrivata a pensare (questa è da ricovero, lo so, ma scarichiamo la responsabilità sugli ormoni): ecco, non vedrò mai i miei nipotini!! Per non parlare dell'affermazione di Mr Coppola: "il terzo non lo facciamo perché ho già capito che sarebbe un altro maschio!" A parte che solo a parlarmi di un'altra gravidanza e un altro parto mi vien male, dunque...
Vabbè, ovviamente l'importante è sempre che il pupetto stia bene, sia sano ecc ecc. Che poi a me a dir il vero i maschietti stanno pure molto simpatici. E ovviamente passata la prima delusione ci abitueremo all'idea e quando LUI arriverà la gioia sarà grandissima, nevvero?

martedì 26 luglio 2011

Il test, ovvero: annunciazione, annunciazione!

C'è forse chi pensa che alla seconda gravidanza una sia più sgamata o almeno più preparata. Bè, non io. Accortami del ritardo ho pensato solo: ca..volo, ma questo week end devo andare a Barcellona! Se una non è mamma, e magari sta pure all'estero senza aiuti di sorta, forse non lo capisce, comunque dopo due anni di vita da mamma ehm sì... reclusa, gravidanza, allattamento, un fine settimana a Barcellona con un'amica significa nella tua testa solo una cosa: libertà, un po' di leggerezza e tutto quello che ne consegue! Per carità, in realtà sei stanca morta e il tuo sogno proibito è una notte di sonno senza interruzioni, ma insomma il cervello entra in modalità party! Quindi un test positivo in quel momento per me voleva dire: niente mojito&co e la consapevolezza (qui si che ero preparata) che una stanchezza inaudita e una vitalità da ameba stanno per assalire il tuo corpicino già abbastanza malridotto.


Dunque lo faccio o non lo faccio sto test? Fallo, consigliano le sagge amiche, mica vorrai partire senza sapere?! Quindi all'urlo di incitamento vai, piscia e torna (lo giuro) mi reco (in realtà ci ho messo un po' a convincermi) in bagno con la solita mano tremula e il cuore a mille. Ansia e affanno. Presente il battito rombante prima di un esame importante? Ecco, quello lì. Ma è fatta. Ora tocca solo aspettare i 3 minuti promessi dalle istruzioni. Tre minuti, dunque. La linea non c'è. Oddio, forse c'è, ma è davvero leggera, e poi di minuti ne son passati quanti? 5? 10? Solita consulenza on line con le amiche: ma che vuol dire? Non vale , vero, se non esce subito? Bah, sì, no, forse: rifallo! Impietose, ste amiche. L'ansia sale. Vabbè, allora chiamo Mr Coppola, che sta cosa la facciamo insieme almeno, no? I dettagli della telefonata ve li risparmio (a parte il suo - anche corretto- commento: ma scusa non sai se sei incinta o no e il tuo prima pensiero è che a Barcellona non puoi bere??!!), comunque l'appuntamento è per un test post lavoro.

Vabbè, solita ansia e affanno, mani che tremano, 3 interminabili minuti. Ovviamente il test era positivo, altrimenti non sarei qui a scriverci un post. Specifico anche che un secondo figlio lo volevamo entrambi, magari io mi aspettavo che fosse un po' come dire, posticipato nel tempo, non tanto eh, giusto il tempo di concedersi qualche notte di sonno tra uno e l'altro, o di sistemare un po' la nostra precaria  e incerta situazione esistenziale, in modo da aver qualche sicurezza e agio in più, sul piano sia pratico sia psicologico. Però il destino mescola le carte e alla fine va anche bene così, ché non è che sia proprio una ragazzina. Magari avrò bisogno di qualche incitamento lungo il percorso, ecco, quello sì. L'avventura, in fondo, è appena cominciata.

Tutto questo succedeva poco più di 2 mesi fa, il che significa che a gennaio se tutto procede bene arriverà BIS a far compagnia a Leopard, dunque saremo in quattro. Ussignur, speriam di farcela..


lunedì 2 maggio 2011

I love shopping per il Baby? Mah...

Premessa: non parlerò del libro della Kinsella, che, per inciso, non ho letto, ma di sto presunto shopping con/per il bebè!

No, perché, non so voi, ma io tutto sto shopping non l'ho fatto! Forse prima di rimaner incinta mi immaginavo anch'io di passar in rassegna vestitini e accessori vari adornata della mia panza e di un paio di occhiali con cui veder il mondo tutto rosa (no, questo non lo pensavo nemmeno prima della gravidanza, a esser proprio onesta!), ma la verità è che, anche scottata da una antipatica esperienza precedente, mi son rifiutata di comprar qualsiasi cosa fino credo al sesto/settimo mese di gravidanza, quando mia madre mi ha portò in un negozio, mi fece veder una tutina e mi disse: ti piace? Sí.. E si diresse alla cassa.

A parte che durante la gravidanza non avevo tutto sto tempo a disposizione, e che mi faccio sempre qualche problema di ordine anticonsumistico a darmi allo shopping sfrenato, ero anche un po' bloccata dal fatto che i consigli che leggevo e sentivo qui e lì, mi sembravano tutti molto orientati al comprare il più possibile, senza una vera ratio, come se per diventar genitori si dovesse essenzialmente comprare. Però, vista la mia scarsa esperienza in materia, non capivo cosa fosse davvero utile e cosa no. Aggiungiamoci un mal di schiena quasi invalidante che mi ha colpita a partir dalla fine del quinto mese (che fortunella, eh??) i giochi son fatti. Nasce il bimbo, ricevi mille regalini più o meno utili (il più è per cortesia nei confronti dei gentili donatori, per la maggior parte abbiam ricevuto vestitini con taglie sbagliate rispetto alla grandezza del pupo, alla stagione, o cose poco pratiche, senza considerare il fattore gusti - che ognuno c'ha i suoi ovviamente!). Le cose che ho utilizzato di più in assoluto son state regalate di seconda mano da un amico con tre figli, che ovviamente aveva occhio su cosa davvero serve e cosa è pratico. 

In tutto ciò dove va a finire l'afflato per lo shopping mamma-oriented? Non pervenuto, disperso, morto! All'inizio non hai né tempo, né energie. Poi hai qualche remore sulle taglie. Cosa mi andrà bene, cosa no? E soprattutto: perché non mi sta più bene nulla?? Se poi come me stai all'estero e giri da sola col pupo come fai a provarti i vestiti? Non parliamo di quando il bambino da neonato semiimmobile nel passeggino, si trasforma in pupattolo prima semovente e poi iperattivo. Non solo tu non riuscirai mai più a comprar nulla per te, ma nemmeno per lui, ché ad esempio il mio tira giù i vestiti da scaffali e appendiabiti, o stufo tira fuori un vocione da soprano che nella silente quiete dei negozi svizzeri mi fa vergognare come una ladra e scappare fuori il più in fretta possibile.

Dunque lo shopping si riduce a far la spesa, ad accaparrarsi il necessario e il più in fretta possibile (bè, almeno il portafogli ringrazia. Si dice che far un figlio costi, ed è anche vero, ma noi in questi primi 15 mesi di vita di Leopard abbiamo risparmiato molto di più che nei 5 anni precedenti!).

A questo punto devo spezzare una lancia a favore della Svizzera e della Germania (eh sì, qualche volta mi tocca!): in Svizzera infatti l'ospedale al momento del parto e nei giorni successivi ti rifornisce di tutto quello di cui hai bisogno, dal camice per partorire, agli assorbenti, alle creme che eventualmente servono, ai vestitini per il neonato/a, quindi si evita l'ansia tutta italiana da preparazione della valigia per l'ospedale! E mediamente negozi e ristoranti, bar (non parliamo dei mezzi pubblici) son molto più a misura di bimbo che in Italia. Ad esempio in Germania ci son queste due grosse catene di drogherie munite di fasciatoio, pannolini, selviettine e cremine sempre a disposizione dei clienti per il cambio del pupo. Devo ammettere che così, far la spesa diventa davvero molto più semplice e meno stressante! Non sarà il decantanto shopping con baby, ma è già qualcosa, no?

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