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martedì 20 marzo 2012

Italia-Svizzera: trova le differenze

Immaginatevi un tavolino quadrato a lato di una squallida stanzona di ospedale. Qualcosa che dovrebbe assomigliare a del caffelatte, pure freddo, e due tristi fette biscottate, sopra.

- No, sai, mi fanno veramente male i capezzoli!
* Bè, ti credo, è normale all'inizio, non sei mica abituata...
- Bè, sì, cioè,  a parte per certe pratiche, lo sai, no??

Ecco. Questo era il tenore delle conversazioni mattutine con la mia vicina di letto, ovviamente neomamma. Non facevamo riscaldamento per un nuovo lavoro in una hotline (si sa, con la crisi che c'è, e con la discriminazione nei confronti delle donne si deve un po' accontentarsi!!), la mia compagna mi rendeva partecipe delle sue prime difficoltà riguardo l'allattamento, e non solo...

Avendo scelto di partorire un figlio in Svizzera, a Basel, e uno in Italia, a Milano è da un po' che ho in testa di scrivere un post sulle differenze che ho riscontrato nella mia esperienza. Ma  le giornate coi due pargoli son davvero impegnative e strapiene, il tempo fugge: se continuo così me li troverò maggiorenni senza accorgermene e senza averne scritto un rigo! Comunque, lo stralcio di conversazione qui sopra riportato è a suo modo già rappresentativo di una grande differenza, quella delle relazioni interpersonali: no, ma vi vedete una Svizzera (che nemmeno conoscete) che vi parla di capezzoli alludendo sue pregresse pratiche col padre di suo figlio??!! Fantascienza. Ok, probabilmente non è così consueto nemmeno in Italia, ma il tono delle relazioni con le compagne di stanza qui è stato decisamente  molto più amichevole e pure goliardico rispetto alla Svizzera (rendendo la degenza molto gradevole, dico sul serio), dove la mia prima compagna di stanza se n'è andata perché i miei genitori e mio fratello (unici visitatori e non dei più caciaroni!) si eran presentati con una torta e una bottiglia di spumante: orrore inaccettabile, evidentemente! Così son stata ghettizzata, e son stata messa in stanza con un'altra italiana (di seconda generazione), la quale sì aveva 25visitatori a volta davanti ai quali io dovevo star ette al vento a tirarmi il latte come una mucca! 

Seguiranno considerazioni più approfondite e (semi)serie sulle differenze da me vissute durante gravidanza e parto nei due Paesi..




venerdì 9 dicembre 2011

Come sopravvivere all'AIRE senza (troppi) effetti collaterali

Ovvero: Svizzera 1- Italia 0

Devo farlo. Sapete che non son una fan della Svizzera, della svizzeritudine, di tutti i fasulli luoghi comuni che circolano sulla qualità della vita locale. Ma qualche volta mi tocca. Parlarne bene, intendo. Spezzare una lancia  a suo favore. Sulla burocrazia (o meglio sulla quasi assenza di burocrazia, e -abituata all'Italia- il confronto è davvero iniquo) non posso che sperticarmi in lodi e emettere urletti di giubilo.

Dunque, volendo partorire in Italia e far tutte le cose per bene (ovvero sia legalmente, sia senza troppe complicazioni per la sottoscritta e i pargoli..tipo rimanere senza copertura sanitaria con un neonato e un pargolo di 2anni, in pieno inverno...vabbuò masochista, ma a tutto c'è un limite!!) ci ho messo mesi e mesi a capire come funzionava. Ovviamente ho scoperto che le cose son molto più complicate per l'Italia (a causa dell'AIRE maledetta!!!) che per la Svizzera. Ovvio no? Essendo cittadini italiani, la vita un po' difficile ce la devono rendere... Però alla fine ho capito. Ci si può disiscrivere temporaneamente dall'AIRE, per poi riiscriversi al momento del rientro nel Paese straniero. Ovviamente questo non vale (la pena) se andate in vacanza, ma se la trasferta è un po' più lunga perché no? E ovviamente loro (quelli dell'AIRE o del consolato, dicendo che uno può rientrar in terra italica per ben un anno e rimaner iscritto all'aire..perchè poi, visto che non serve a una cippa, anzi... Ma che dire di gente che dopo aver scoperto che il tuo comune di provenienza è Milano afferma: nooooooo!!! Quelli son precisini, spaccano il capello in quattro, ci fanno sempre storie!! Ma vi pare?? E poi comune di Milano preciso, ma è una barzelletta??) faranno di tutto per dissuadervi: sapete com'è: stampar due fogli per voi, spedirli per posta elettronica certificata al vostro comune di provenienza è roba da esaurimento nervoso... Burn out senza ritorno, ve lo dico io, e la psicanalisi chi la paga poi?? Ma voi non demordete: è davvero roba di un quarto d'ora, poi vi toccherà andare in comune in Italia e spiegarlo a loro (fatemi gli auguri!), ma vabbè. Quello che però mi premeva dirvi è che invece in Svizzera (quantomeno nel Canton Basilea) vi dicono: andate pure, pace e bene, noi ti togliamo dai nostri registri comunali (in 10 minuti 10,  coda compresa) e se torni entro 6 mesi ti restituiamo il tuo permesso di soggiorno tale e quale, invariato, senza colpo ferire. Auguri e a presto!! Tchuess, anzi Adee!! No...non so a voi, a me pare fantascientifico, quasi esaltante..Ora tocca a me, smemorata e incasinata come sono, ricordarmi il termine esatto, per noi rischiare di far passare i 6 mesi e non presentarmi in Comune e perder il mio sudato (vabbè, si fa per dire) permesso C! Sarebbe davvero da italiana D.O.C.!

Grittibänz o petit bonhommes

Approfittando della giornata uggiosa (metter le mani in pasta è sempre un buon modo per distrarre e tener buono Leopard!) , colta da irrefrenabile desiderio e pungolata da un'amica che li aveva fatti (lei in tempo, io in ritardo persino su questo!), abbiamo preparato i "Grittibänz", omini/dolcetti fatti con una pasta leggermente dolce (tipo quella delle trecce), in occasione di Samichlaus (San Nicola in Svizzero-tedesco), che si festeggia il 6 dicembre, e in Svizzera porta sacchetti con mandarini, noccioline e cioccolatini ai bambini che si son comportati bene (insomma un misto tra Santa Claus e la nostra Befana, ne avevo accennato anche qui).

La ricetta l'ho trovata sul blog Nero di Seppia, segnalato dalla stessa amica. Per completare il quadro della mia storditaggine, il 6 di dicembre, in giro con Bis in panza e Leo nel passeggino nonostante il tempo da lupi, abbiamo incontrato un sacco di Samichlaus, ma una sola bancarella che vendeva gli omini del desiderio...io mi ci son fiondata sopra, per scoprire che non avevo nemmeno un franco nel portafogli..potete immaginarvi la mia delusione??


E guardate che panzona mi è venuta dopo averli mangiati! No dai, questo è Bis all'inizio della 34ma settimana...









martedì 22 novembre 2011

Frozen

Forse a chi non conosce questo paesaggio di persona questa foto non dice nulla, ma a me pare quasi incredibile e un po' magica...

Via: Newly Swissed

E' il lago di Zurigo completamente ricoperto di ghiaccio, e pensate che non è un laghetto alpino: è davvero grande, si parla di 90 km², per una estensione in lunghezza di 40 km a 404 m circa sul livello del mare, come dire: mica pizza e fichi!

L'ultima volta che si è verificato questo eccezionale evento era il 1963, chissà che freddo, ma che spettacolo incredibile! E che bellezza pattinarci sopra...


Via: Newly Swissed


Via: Newly Swissed




lunedì 24 ottobre 2011

E poi dicono degli italiani...

È vero, noi italiani siamo piuttosto caciaroni, grezzi, spesso maleducati, però..vi giuro che a volte 'sti svizzeri li ribalterei con uno sguardo, per non dire altro.
Già avevo detto di come siano disposti a uccidere per salire prima di te su un mezzo pubblico (la stazione di Zurigo riesce a esser un posto pericoloso, non in quanto a criminalità, questo proprio no, ma per schivare questi mezzi vichinghi che ti atterrano a spallate o a colpi di valigetta 24 ore se per sventura capiti nel loro raggio d'azione. Se sei incinta o con bimbo piccolo la cosa non cambia. Se sei incinta e con bimbo piccolo azzacci tuoi!)

 Una cosa che ad esempio mi fa proprio godere in Italia son le casse preferenziali per donne incinte in alcuni supermercati. Poi ode infinita a Londra che sui mezzi pubblici appiccica ovunque bei cartelli con scritto di lasciar il posto alle panzute. Ché se a Milano succede raramente che ti cedano il posto (in genere si tratta di extracomunitari o di altre donne in età riproduttiva, che si immedesimano nella tua situazione), in Svizzera state certi che non succederà MAI. Io son convinta che la gente educata  dovrebbe arrivarci da sola, ma che anche vederselo scritto a chiare lettere aiuti a far diventare consuetudine qualcosa che dovrebbe essere semplici buonsenso.


E al super?? Lì fanno a gara ad arrivare prima di te in cassa, sfoderando un improvviso passo da maratoneta mentre tu arranchi senza speranza con panza e passeggino... Venerdì mi è anche successo che (io avevo 4 prodotti di numero da pagare) una coppia sui 45 mi ha chiesto di passar avanti, c'avevan fretta (lasciam perdere il concetto di fretta svizzero..). Giuro che li ho fatti passare solo perché puzzavano e il mio stomaco già provato li sopportava ancora meno del mio cervello! Idem sabato, in Germania, madre sulla cinquantina con figlia adolescente che azzardano un balzo felino (tutto dire vista la stazza) per superarmi in coda. Poi le sento parlottare tra loro e indovinate di dov'erano? Svizzere. Non so nemmeno se si tratti di maleducazione o assoluta mancanza di attenzione verso gli altri esseri umani. Individualismo alla massima potenza. Da abbatterli. 

Menomale che ci sono i farmers market a farmi tornare il buon umore e che abbiam trovato miracolosamente  posto in un baretto italiano sempre strapieno a Lörrach di cui mi riprometti di parlarvi presto, visto che è una vera perla! Stavolta il mercatino del sabato era tutto giocato sui toni del giallo e dell'arancio: un vero tripudio di zucche e girasoli!





E dunque anche i nostri drink si sono adattati ai colori stagionali:
E infine, ultime due cose, guardate la macchinina di legno che abbiam preso a Leopard, non è strepitosa? E occhio a riciclattoli, in arrivo un bel blog candy


venerdì 21 ottobre 2011

Hello weather!



Sì, questo è per darvi l'idea del freddo e del grigiume calati (quasi) di colpo da queste parti, a Basel per l'esattezza, ma penso su tutta la Svizzera tedesca. 

Solo una buona colazione mi ha risollevata (un po')...



Ma quello che mi preme in realtà è consigliarvi questo bellissimo sito di previsioni del tempo. Come fa un sito di previsioni del tempo ad essere bello, direte voi??? Andate a vedere e ditemi se vi piace. Io lo trovo adorabile, oltre che un'idea divertente!

Ad esempio, volete sapere che tempo farà domani a Milano? Et voilà:
Vi assicuro che il sito ( Hello weather!) è ancora più bello, andate a darci un'occhiata, inserite il nome della vostra città e son sicura che anche se il tempo non sarà il massimo, affrontarlo con simili previsioni sarà molto più gradevole. Buon fine settimana a tutti!

lunedì 12 settembre 2011

Happy Week End!

Week end strano questo. Un po' abituati alla folla di amici/conoscenti di cui ci siam circondati nelle italiche vacanze, la solitudine svizzera risulta eccessiva (per carità, a me a volte piace pure, ma qui spesso è davvero troppa!), un po' il tempo di domenica ha guastato i nostri programmi (volevam far una gita in bici e andare a raccogliere i fiori tagliandoceli direttamente nel campo, ma piovicchiava e c'era questa afa persistente e questo cielo plumbeo davvero tristanzuolo), un po' anche la gita del sabato è stata carina, ma ci aspettavam di più, un po' abbiam mille pensieri, ansie e cose da organizzare...Vabbè, ce la faremo, forse.


Da notare il mio abbigliamento tecnico assolutamente ad hoc per gita in montagna, non potete immaginare gli sguardi tra il divertito e l'inorridito degli Svizzeri, superequipaggiati con abbigliamento tecnico manco dovessero scalare il Matterhorn (altrimenti conosciuto come il Cervino)...

Vabbè, menomale che è oggi è tornato il sole, il cielo è blu, tanto che abbiamo pranzato sul terrazzino, e io dopo aver scaricato Leopard al nido ho trovato ad aspettarmi nella cassetta delle lettere un bel pacco di Amazon!

Leo mangia: hamburger di seitan e spinaci, pomodorini gialli e rossi, tortino di patate, fagiolini e carote.
La mamma mangia: insalata mista e tortino di patate, fagiolini e carote.

Venendo agli scones, visto che mi è stata chiesta la ricetta:

Ingredienti:

  • 300 g di farina
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 50 g di zucchero (più un po' da metter sopra agli scones)
  • un pizzico di sale
  • 80 g di burro
  • 2 uova
  • 5 cucchiai da tavola di latte
  • olio per unger la placca del forno (o cartaforno)
  • un bicchiere di 5 cm di diametro (io ne ho usato uno più piccino e mi son venuti versione mignon!)
Preparazione:
  1. In una grossa ciotola mescolate farina, lievito, sale e zucchero
  2. aggiungete il burro a pezzetti e impastate con le dita. Otterrete un composto sabbioso.
  3. Mescolate energicamente in un'altra scodella un uovo intero, un tuorlo (tenete da parte l'albume) e il latte.
  4. Incorporate questo liquido all'impasto fino a ottenere una pasta liscia
  5. Infarinate il tavolo e stendete la pasta a uno spessore di 2cm
  6. Con il bicchiere ricavate dei dischi di pasta di 5 cm di diametro
  7. Metti gli scones sulla placca del forno ricoperta di cartaforno
  8. SBatti l'albume e usalo per spennellare i biscotti
  9. Cospargi gli scones con un po' di zucchero
  10. Metti in forno a 180°C per 15 minuti
Gli scones si gustano tradizionalmente a colazione o merenda con burro e marmellata (nel libro dice di arance, ma a me non piace!)


Io la ricetta l'ho presa da questo delizioso libro che mi è stato regalato ormai qualche annetto fa, ma ho scoperto questo bellissimo blog con questa ricetta che mi sembra perfetta.

martedì 21 giugno 2011

Besessen

Dunque qui we di tempo da lupi: vento battente e gelido, pioggia, umido, detto in due parole: uno schifo! Sabato siam andati al mercatino estivo (Quelli di cui ho già parlato che si tegon una volta a stagione) e sembrava più quello di fine autunno, nonostante maglioncino e giacca ci siam ibernati nell'illusorio tentativo di mangiar qualcosa lì... Comunque è stato carino perché ci siam incontrati con una ex vicina di casa e il suo bimbo che ha 6mesi più del nostro, ed ora comincian davvero a interagire e insieme son uno spasso! Leo che all'inizio ha rifiutato la sbobba ai cereali che vendevan in loco (l'aspetto era tipo blob, lo ammetto, ma il gusto non era male) in favore di succosissime ciliegie (à propos, una cosa curiosa: al mattino si teneva la gara di sputo di noccioli di ciliegie: c'eran signore dalla gettata invidiabile (più di 8metri) e dovevate veder che impegno..eh sì, strani, sti Svizzeri...), vedendo che Linus mangiava di gusto alla fine l'ha mangiata pure lui!

Sempre a proposito di cibo le finte pizzette vegetariane di cui parlavo l'altro giorno le ho fatte e son state un successo, le consiglio se pure i vostri nani son recalcitranti verso la verdura! E prima che calasse l'autunno (cioè prima del week end) son riuscita anche a far una pausa pranzo lungo il Reno, che fa molto effetto vacanza..


Comunque visto il sopradetto tempo di m... , cioè , da lupi, e le ore rinchiusi in casa, Leo ha scoperto un video spassosissimo di Sesam Strasse: Ma nah ma nah: vi prego,  se già non lo conoscete guardatelo: la parte parlata dura nemmeno 10 secondi, il resto mette un'allegria istantanea addosso!



Il problema è che lui è totalmente besessen, parola tedesca che secondo me rende benissimo l'idea per dire posseduto...no, provate a dirlo, magari modificando il tono di voce, non fa quasi paura??!! Comunque il Leopard si sveglia al mattino si dirige al computer e grida MA NAH MA NAH, davvero..scene dall'altro mondo, dobbiam disintossicarlo. Ma esiste la rehab per pupi??

martedì 7 giugno 2011

Piccoli grandi passi...

Questo lungo fine settimana (qui ovviamente non era la festa della Repubblica, ma l'Ascensione) è venuta a trovarci un'amica dall'Italia, quindi birra e bratwurst a volontà, grigliata con amici, gita in germania, gita in bici alla Vitra Haus (che è una parte del Vitra Design Museum), da noi ribattezzata l'Ikea dei ricchi perché in questa splendida struttura architettonica è esposta e allestita  come se fosse una grande casa l'intera collezione Vitra, tutta in vendita! Alla sera poi eravam degli allegri zombie, che non mi sia ripresa  tanto bene dalla famigerata influenza gastrointestinale?



Comunque Leopard cammina sempre di più, ma sempre stile ubriaco, però vabbè..accontentiamoci, fa tratti di giorno in giorno più lunghi e con aria più sicura e divertita, e poi parla una nuova lingua tutta sua, fatta di versetti che a me fanno scompisciare e non si ferma un attimo, purtroppo però il video in cui parla come un cartone animato non riesco a caricarlo!








lunedì 16 maggio 2011

Senza titolo

In realtà stavo scrivendo un altro post, e intanto cucinando e nel frattempo guardando Leopard (multitasking a manetta!), suona il telefono, mi precipito e chi è? Non solo è la solita ditta che mi vuole vendere qualcosa, non solo qui ti chiaman minimo 3 volte a settimana sul fisso o sul cellulare poco importa, ma la cosa che mi dà ancora più sui nervi è che quando non capiscono qualcosa ti sbattono giù il telefono! E succede davvero spesso! Non lo sopporto proprio: già mi disturbi, già io cerco di esser gentile perché in fondo stai lavorando e non è colpa tua se fai sto lavoro, ma tu come ti permetti, scusa? Roba che la prossima volta rintraccio il numero, li richiamo e parlo coi capi, lo giuro! Succede davvero troppo spesso! Quindi faccio un appello: caro venditore telefonico (e dintorni) cerca la prossima volta che chiami di comportarti in maniera civile e di non usar il solito metodo svizzero "quando non so che fare" o scappo, o ignoro la situazione o continuo come un martello a ripeter quello che sto dicendo senza ascoltar gli altri...", altrimenti avranno luogo ripercussioni, perché se non te l'hanno insegnato da bambino che è un modo immaturo e maleducato di agire non è colpa mia e io mi son davvero stufata! No, davvero se avete dei consigli, datemeli!

 Giusto per non farmi rovinar la settimana appena iniziata, che già si preannuncia dura di suo, pensiamo ad altro, ad esempio a Leopard tutto intento nel lavarsi i dentini (attività che adora) o che cerca a far la barba al suo papà (ehm, sì, il rasoio in realtà è chiuso, altrimenti ci ritroviamo Mr Coppola a fettine!!)

Buon lunedì e buona settimana a tutti...

domenica 15 maggio 2011

Domenica al museo...

Ovviamente avendo appena acquistato un fantastico carrellino da attaccare alla bici per portar in giro Leopard il bel tempo non poteva che abbandonarci lasciando il posto a pioggia, vento e a temperature autunnali (12 gradi mannaggia!!!)...e altrettanto ovviamente il pupo non ne ha approfittato per dormirsela, ma alle 6.30 era sveglio come un grillo e  urlante, dunque ci siam decisi a sfruttare questa domenica per andar finalmente a visitare il Tinguely Museum, qui a Basel, anzi proprio dietro casa nostra, dove oltre alla splendida collezione permanente c'era la mostra di Arman, artista direi fuori dagli schemi, bizzarro, ma visionario. Lascio a Wikipedia il compito di erudirvi (se ce ne fosse bisogno) con i dati nozionistici, sicuramente più precisi e veritieri di quanto ne sappia io. Sta di fatto che questo signore negli anni '60 ha intuito il ruolo crescente degli oggetti e anche del conseguente consumismo, cito letteralmente sempre da Wiki: 

"Tra i massimi esponenti del nouveau réalisme, corrente artistica che racconta l'uomo attraverso oggetti di uso quotidiano: scarpe, orologi, telefonini, ecc. etc.: queste particolari realizzazioni volgono ad esprimere l'ingranaggio del consumismo. Per esprimere in maniera sempre più accentuata questo ingranaggio del consumismo, lo vediamo infatti realizzare opere sempre più mirate come gli accumuli di oggetti identici posti sulla tela in maniera geometrica, con ordine ed eleganza. Visto l'incrocio tra la tela e l'oggettistica, Arman è considerato uno scultore-pittore. Lui stesso si definirà perfettamente presentandosi come “un peintre qui fait de la sculpture”. 



 Davvero interessante, devo dire, e divertente il fatto che alla fine della mostra, si poteva creare una propria "opera" con oggetti di scarto che si trovavan li a disposizione, infilati in un sacchettino, passato nella macchina per creare il vuoto..et voilà, questo è il mio "capolavoro"!





Bellissima la struttura architettonica, molto nordica, come anche il modo di concepire il museo (oltretutto ci son regolarmente workshop per bambini a partire dagli 8 anni). E che dire delle affascinantissime macchine in movimento di Tinguely? Son davvero un capolavoro di intelligenza e ingegneria oltre che di fantasia e arte , e per la maggior parte vengono azionate proprio dai visitatori, grazie a grossi tasti che anche nella mia fantasia, oltre che nella realtà, non potevan che esser tondi e rossi! Mi ricorda tanto Munari, secondo me è poesia che si fa movimento, con leggerezza e grazia giocosa. Figuratevi che divertimento per i bambini, ma anche la fascinazione per gli adulti è garantita. È davvero uno spazio magico, se vi capita di passar da queste parti, fateci un salto!













lunedì 9 maggio 2011

Domenica in fattoria








In verità avrei voluto parlare del mio week end "internazionale" tra Germania, Francia e Svizzera, ché il vantaggio di vivere vicino a una frontiera è proprio quello di poter sfruttar (ussignur che brutta parola, me ne rendo conto!) il meglio che ogni Paese offre. Di come amo negozi e mercatini bio in Germania, ancor di più quando regalano la frutta e la verdura da sgranocchiare ai bimbi, di come la Francia sia meglio per quanto riguarda i libri o i vestitini per bambini, o di come tutte le attrezzature sportive lì costino meno, cose così. Ma domenica siamo andati con degli amici in questa Jucker Farm, una fattoria nel cuore della Svizzera, vicino al Pfäppikon See (sì, lo so che i laghi in Svizzera son così numerosi che o uno ci vive di fianco o non ci si raccapezza più!), e devo dire che ne son rimasta talmente incantata che non posso parlare d'altro. Il posto è davvero bucolico e allo stesso tempo ben organizzato, per i bambini è un vero spasso, con gli animali, balle di fieno su cui saltare, carriole su cui sfrecciare a tutta velocità (bravi i papà che si fanno due braccia tante!!), prati, angolo giochi, il tutto sotto una miriade di alberi e col lago pochi metri sotto (ma non così vicino da temere che il proprio pargolo ci si tuffi in un momento di distrazione!). Poi ci son un ristorante, un self service con prodotti locali, i campi in cui si possono cogliere le fragole, il succo di mele alla spina, il fuoco su cui cuocersi bratwurst direttamente dal bastone, l'angolo delle amache di ogni forma, colore e capienza per un po' di sanno svacco (relax, volevo dire relax!). Il tutto, ripeto, in un posto immerso nel verde che fa bene agli occhi e all'umore. Credo di non sbagliarmi affermando che questi son i posti che mancano in Italia, perlomeno nei dintorni delle grandi città, sicuramente a Milano, dove giuro di aver visto cosidetti parchi giochi con aree per cani più grandi e meglio tenute rispetto agli spazi per i bambini!







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sabato 7 maggio 2011

Sì al dialetto all'asilo?

Mir wäann Dialäggt= Wir wollen Dialekt (Vogliamo il dialetto!)

Il 15 maggio a Basilea avrà luogo un referendum a favore dell'uso del dialetto nei Kindergarten, ovvero all'asilo o scuola materna che dir si voglia (che qui accoglie i bambini circa dai 3 ai 7 anni). Chi vota JA è favorevole, chi vota NEIN è contrario. Per chi capisce il tedesco, questo è il sito per il si. Al momento la regola vorrebbe che Hoch-Deutsch e Mundart (o Schwitzerdutsch, cioè il dialetto, che cambia da Cantone a Cantone, quindi in questo caso di tratterebbe del Baslerdutsch, il dialetto basilese) fossero equamente divisi al 50%, per poi passare all'uso del tedesco a scuola. A quanto risulta dalla mia esperienza nell'asilo dove va mio figlio c'è una educatrice tedesca che parla Hochdeutsch e  tre svizzere che parlano dialetto (ovvero 75% dialetto svizzero e 25% tedesco). I bambini parlano sicuramente più dialetto che altro, tanto che molti all'inizio avevan difficoltà a capire la ragazza tedesca.


Che io non sia una fan del dialetto forse l'avete già intuito e non mi vergogno a dirlo. Ma attenzione: non penso assolutamente che non vada preservato come elemento culturale, ci mancherebbe, però non dovrebbe andare a discapito della lingua ufficiale, né tantomeno diventare elemento di discriminazione per chi è straniero. Immaginatevi se in Italia, anche nelle grandi città negli asili si parlasse solo dialetto. Come farebbero gli stranieri a imparare l'italiano e integrarsi? E voi sareste contenti se i vostri figli fino ai 7 anni non parlassero italiano?

Lo so che son due situazioni territoriali differenti e storicamente differenziate, ma i punti su cui riflettere rimangono e sono diversi.


Si tratta davvero di preservare una ricchezza culturale e favorire l'integrazione (come dicono i sostenitori del sì) o piuttosto è una chiusura verso l'esterno in un Paese che vede sempre più stranieri presenti sul suo territorio? Le fonti ufficiali parlano infatti del 22, 5% di stranieri sulla popolazione totale, e dicono che presto si raggiungerà quota 2 milioni. (Una forte crescita percentuale l'hanno avuta i tedeschi e le persone provenienti dalla ex Jugoslavia).
Ad esempio molti secondi (Italiani di seconda generazione, ma anche di terza) non parlano tedesco, ma solo dialetto svizzero e italiano, o spesso dialetto della loro Regione italiana di provenienza. Lo stesso dicasi per gli Slavi. Non è ovvio che queste persone hanno meno possibilità di arrivare a occupare posizioni lavorative prestigiose? Il sistema scolastico svizzero, estremamente elitario e gerarchico,  ha dato finora buoni frutti, ma con l'apertura delle frontiere e l'ìmmensa concorrenza gli Svizzeri si vedon sottrarre i posti di lavoro da stranieri più qualificati (e che magari accettano anche stipendi più bassi). Non dico che sia giusto, dico che il modo per evitarlo e modernizzar la scuola, rendersi competitivi, modernizzarsi, piuttosto che chiudersi all'esterno e farlo fon dalla più tenera età.

Residenti stranieri in Svizzera dal 1900. Fonte NZZ

Oltretutto serve davvero una regolamentazione simile se di fatto nella realtà quotidiana le educatrici svizzere parlano dialetto e le straniere tedesco? Non è uno spreco di tempo e soldi? E ancora: potrebbe esser anche questo un modo per avvantaggiare gli svizzeri nelle assunzioni? Ma ha senso in un ambito in cui la richiesta è elevatissima e il personale disponibile scarso?

Onestamente non lo capisco fino in fondo questo referendum, e da un lato è anche normale non conoscendo approfonditamente la realtà locale. Ripeto, io accetto che il mio bambino al nido parli anche il dialetto, diverso sarebbe se parlasse solo dialetto. Che opportunità gli starei dando? E ancor di più chi in casa non ha nessuno che parli tedesco? Oltretutto ad oggi il dialetto è più diffuso che 15 anni fa, quando ad esempio in Tv si sentiva molto meno. Io, se potessi votare, voterei NO. 

lunedì 2 maggio 2011

I love shopping per il Baby? Mah...

Premessa: non parlerò del libro della Kinsella, che, per inciso, non ho letto, ma di sto presunto shopping con/per il bebè!

No, perché, non so voi, ma io tutto sto shopping non l'ho fatto! Forse prima di rimaner incinta mi immaginavo anch'io di passar in rassegna vestitini e accessori vari adornata della mia panza e di un paio di occhiali con cui veder il mondo tutto rosa (no, questo non lo pensavo nemmeno prima della gravidanza, a esser proprio onesta!), ma la verità è che, anche scottata da una antipatica esperienza precedente, mi son rifiutata di comprar qualsiasi cosa fino credo al sesto/settimo mese di gravidanza, quando mia madre mi ha portò in un negozio, mi fece veder una tutina e mi disse: ti piace? Sí.. E si diresse alla cassa.

A parte che durante la gravidanza non avevo tutto sto tempo a disposizione, e che mi faccio sempre qualche problema di ordine anticonsumistico a darmi allo shopping sfrenato, ero anche un po' bloccata dal fatto che i consigli che leggevo e sentivo qui e lì, mi sembravano tutti molto orientati al comprare il più possibile, senza una vera ratio, come se per diventar genitori si dovesse essenzialmente comprare. Però, vista la mia scarsa esperienza in materia, non capivo cosa fosse davvero utile e cosa no. Aggiungiamoci un mal di schiena quasi invalidante che mi ha colpita a partir dalla fine del quinto mese (che fortunella, eh??) i giochi son fatti. Nasce il bimbo, ricevi mille regalini più o meno utili (il più è per cortesia nei confronti dei gentili donatori, per la maggior parte abbiam ricevuto vestitini con taglie sbagliate rispetto alla grandezza del pupo, alla stagione, o cose poco pratiche, senza considerare il fattore gusti - che ognuno c'ha i suoi ovviamente!). Le cose che ho utilizzato di più in assoluto son state regalate di seconda mano da un amico con tre figli, che ovviamente aveva occhio su cosa davvero serve e cosa è pratico. 

In tutto ciò dove va a finire l'afflato per lo shopping mamma-oriented? Non pervenuto, disperso, morto! All'inizio non hai né tempo, né energie. Poi hai qualche remore sulle taglie. Cosa mi andrà bene, cosa no? E soprattutto: perché non mi sta più bene nulla?? Se poi come me stai all'estero e giri da sola col pupo come fai a provarti i vestiti? Non parliamo di quando il bambino da neonato semiimmobile nel passeggino, si trasforma in pupattolo prima semovente e poi iperattivo. Non solo tu non riuscirai mai più a comprar nulla per te, ma nemmeno per lui, ché ad esempio il mio tira giù i vestiti da scaffali e appendiabiti, o stufo tira fuori un vocione da soprano che nella silente quiete dei negozi svizzeri mi fa vergognare come una ladra e scappare fuori il più in fretta possibile.

Dunque lo shopping si riduce a far la spesa, ad accaparrarsi il necessario e il più in fretta possibile (bè, almeno il portafogli ringrazia. Si dice che far un figlio costi, ed è anche vero, ma noi in questi primi 15 mesi di vita di Leopard abbiamo risparmiato molto di più che nei 5 anni precedenti!).

A questo punto devo spezzare una lancia a favore della Svizzera e della Germania (eh sì, qualche volta mi tocca!): in Svizzera infatti l'ospedale al momento del parto e nei giorni successivi ti rifornisce di tutto quello di cui hai bisogno, dal camice per partorire, agli assorbenti, alle creme che eventualmente servono, ai vestitini per il neonato/a, quindi si evita l'ansia tutta italiana da preparazione della valigia per l'ospedale! E mediamente negozi e ristoranti, bar (non parliamo dei mezzi pubblici) son molto più a misura di bimbo che in Italia. Ad esempio in Germania ci son queste due grosse catene di drogherie munite di fasciatoio, pannolini, selviettine e cremine sempre a disposizione dei clienti per il cambio del pupo. Devo ammettere che così, far la spesa diventa davvero molto più semplice e meno stressante! Non sarà il decantanto shopping con baby, ma è già qualcosa, no?

giovedì 28 aprile 2011

I 10 maggiori problemi della Svizzera



Sí, lo so che latito, e non pubblico da un po' (colpa di vacanze o quasi - come si posson chiamar vacanze se non dormi uguale al solito e comunque tempo per te non ne hai?? ma questo è OT- e di connessioni indegne). Giuro che mi metto in pari non appena riprendo il ritmo sfizzero, per ora vi segnalo questo post sulla Svizzera, un po' scemo a dir il vero (senz'offesa per l'autore), che però a me ha fatto ridere!! Sperando che sortisca lo stesso effetto su di voi, eccovi il link!

(Ah, la vignetta si riferisce al fatto che in Svizzera è severamente vietato fare il bucato e stendere di domenica. Pare che ci sia chi denunci i vicini alla polizia per tale oltraggio, e cosa più assurda ancora, pare che la polizia esca davvero a controllare...che si annoino??)
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